Destra Adige Lagarina

Biodiversità: l'Italia resta libera da OGM

29.04.2014
ogm

Il Tar del Lazio ha bocciato i due ricorsi presentati contro il decreto interministeriale che proibisce la semina del mais geneticamente modificato Monsanto Mon810 in Italia. Le sentenze confermano così il divieto di coltivazione degli Ogm sul suolo nazionale. Per Greenpeace, 'una sentenza storica'.

 


Esulta l'intera Task Force 'per un'Italia libera da Ogm', composta da 39 associazioni: il Tar del Lazio ha infatti  rigettato i due ricorsi presentati da altrettanti agricoltori  (Silvano Dalla Libera e Giorgio Fidenato) contro il decreto ministeriale che lo scorso anno ha imposto un provvisorio divieto di coltivare sul suolo nazionale il mais Ogm Mon810 della Monsanto. Significa che in Italia – almeno per ora – non si può seminare mais geneticamente modificato.

'Una sentenza storica',  commenta Greenpeace. Per Legambiente, 'Una decisione importante, che rispetta l'opinione della maggior parte dei cittadini italiani'. E Coldiretti concorda: 'Una minaccia scampata per l'agricoltura italiana,  perchè gli Ogm in agricoltura non pongono soltanto problemi di sicurezza alimentare e ambientale, ma mirano all'omologazione e alla perdita di distintività dei prodotti Made in Italy'.

Ad uscirne vincitore, il principio per cui la libertà di iniziativa economica non può essere anteposta alla salute delle persone, al benessere degli animali e all’ambiente.

“Quando sussistono incertezze riguardo all’esistenza o alla portata di rischi  – sostiene infatti la sentenza – possono essere adottate misure protettive senza dover attendere che siano esaurientemente dimostrate la realtà e la gravità di tali rischi”.

Tale cautela non appare  immotivata: nel Dna del Mon810  è stato inserito un frammento del materiale genetico proprio del Bacillus thuringiensis per far sì che la pianta produca un insetticida in grado di uccidere la piralide del mais, una farfallina le cui larve si nutrono di radici di mais. A rischio potrebbero essere però anche farfalle diverse dalla piralide, e non solo. Tra l'altro, una porcedura simile attuata negli Stati Uniti ( dove il Mon 810  è stato ingegnerizzato col Bacillus thuringiensis per combattere un altro parassita, la diabrotica del mais) si è dimostrata fallimentare, causando la diffusione di temibili ceppi di diabrotica resistenti.

Dunque l'agricoltura italiana rimane libera da Ogm. Almeno per il momento. Ma attenzione: Slow Food ricorda che il decreto del 2013 non sarà più valido per le semine del 2015. Se le coltivazioni nazionali del 2014 non correranno il rischio di contaminazioni e anche il settore biologico potrà tirare un sospiro di sollievo, è tuttavia necessario che il Governo agisca perché tale situazione di sicurezza venga mantenuta in futuro. Dichiarando soddisfazione per la attesissima sentenza, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, il ministro delle delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina, e il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti, annunciano da parte loro di voler portare la questione in Europa. E l'intera Task Force 'per un’Italia Libera dagli OGM' chiede a Renzi e al suo esecutivo di impegnarsi durante il semestre di presidenza europeo affinché l'Ue adotti una chiara regolamentazione sugli OGM, rafforzando la procedura di valutazione dei rischi e il diritto degli Stati Membri di vietare la coltivazione di OGM.

 

Fonti: press agencies, web.

Per approfondire:  su Sperimentarea.tv   (la web tv del Museo Civico di Rovereto) segnaliamo:


 I lombrichi per un'agricoltura sostenibile 
 di Maurizio Guido Paoletti