Destra Adige Lagarina

Il web insorge in difesa di mamma Daniza: 'Uomo e orso possono convivere'

19.08.2014
daniza2

Per proteggere i suoi piccoli l'orsa ha aggredito un cacciatore di funghi. Da allora braccata, mentre i suoi ultimi giorni di vita libera vengono seguiti dalla stampa internazionale e la rete si mobilita a suo sostegno. Eppure, poche semplici norme di comportamento possono ridurre al minimo il rischio di attacco all'uomo in caso di 'incontro ravvicinato'.



Mentre scriviamo, l'orsa Daniza è ancora alla macchia. In compagnia dei suoi piccoli continua a spostarsi velocemente, percorrendo anche 50 km al giorno. Il radiocollare segnala la sua posizione agli uomini del Corpo Forestale di Trento, incaricati di catturarla dopo l'aggressione subita  da un cercatore di funghi nei boschi di Pinzolo lo scorso Ferragosto. Per il momento, però, il grosso mammifero continua a sfuggire ad ogni tentativo di cattura. Da ormai tre giorni una squadra specializzata le sta dando la caccia, ma l'animale ha accuratamente evitato ogni trappola, rinunciando a miele, mais, carne, pesce e altre leccornìe utilizzate come esche.

Daniza, di circa 18 anni, è stata introdotta in Trentino dalla Slovenia nel 2000, nell'ambito del progetto Life Ursus. Il programma di reintroduzione è stato oggetto di frequenti critiche a seguito degli attacchi  a greggi e animali da cortile da parte dei plantigradi, il cui numero è cresciuto rapidamente nel corso degli anni. Ora, dopo la prima aggressione a una persona, le obiezioni alla reintroduzione dell'orso tornano ancora una volta a sollevarsi.

Nel contempo, però, in rete è protesta nazionale a sostegno di mamma orsa e sui social network fanno tutti il tifo per lei, minacciando di boicottare prodotti e turismo trentini. L'hashtag ##IoStoConDaniza continua a raccogliere adesioni e consensi. La petizione su Avaaz ha raccolto 31mila firme, mentre quella su Change 6mila. Il gruppo su Facebook Salviamo l'orsa Daniza ha superato i 10mila Mi Piace. Grande successo anche per la mail-bombing alla Provincia di Trento: sono state oltre 3mila le firme pro-Daniza, mentre alcune associazioni ambientaliste e animaliste hanno avviato un presidio no-stop davanti al palazzo della Regione per chiedere il ritiro dell'ordinanza di cattura. E la vicenda di Daniza viene seguita dalla stampa non solo oltralpe, ma anche al di là della Manica, dove il The Guardian e altri giornali britannici pubblicano costanti aggiornamenti riguardo la sua fuga.
 
Attualmente, in Trentino si contano nel complesso una cinquantina di orsi. Troppi rispetto alle dimensioni del territorio, a parere di alcuni. Incluso l'alpinista altoatesino Reinhold Messner,che pur difende la reintroduzione di questi grandi mammiferi e le buone motivazioni di mamma Daniza, mossa all'attacco dal senso di protezione nei confronti dei cuccioli nello sfortunato episodio che le costerà la libertà. E se Daniza è destinata al confino nella riserva di Casteller (sempre ammesso che le condizioni non richiedano 'una decisione più drastica'), almeno i suoi due cuccioli continueranno a poter scorrazzare di valle in valle con gli altri esemplari liberi di orso bruno. Un 'incontro ravvicinato' per chi si trovi a passeggiare nei boschi trentini non è più da considerarsi quindi un'eventualità remota.
 
Al riguardo, anche in questi giorni di allarme e di accesa discussione, il Servizio Foreste e Fauna della Provincia di Trento sottolinea però ancora una volta che l'orso di per sè non è affatto un animale aggressivo, anche se la grossa mole e la forza fisica lo rendono potenzialmente pericoloso. Cauto e diffidente per natura, preferisce per quanto possibile evitare l'uomo.  I rari attacchi non derivano da istinto predatorio, ma d'autodifesa. Per questo l'osservanza di alcune semplici norme di comportamento dovrebbe essere sufficiente ad evitare - o, quantomeno, a ridurre al minimo - le situazioni a rischio. E a tale scopo ripresentiamo dunque un chiaro 'vademecum' già pubblicato un paio d'anni fa su questo stesso notiziario online.

E' ancora il Servizio Foreste e Fauna provinciale a fare presente quanto sia 'assolutamente negativo e pericoloso tanto per l’uomo che per l’orso cercare di attirare quest’ultimo con esche alimentari allo scopo di osservarlo, fotografarlo o filmarlo. Questa pratica - viene precisato - è vietata dalla legge e come tale sanzionabile. Con questa pratica infatti il plantigrado perde il timore nei confronti dell’uomo, associando anzi la presenza umana alla possibilità di reperire cibo in modo facile. Succede anche che questi comportamenti siano effettuati in buona fede, nella convinzione di “aiutare” gli orsi. Deve essere chiaro invece che alla lunga finiranno col nuocere gravemente sia al singolo animale sia alla popolazione intera'.
 
Per ulteriori informazioni o segnalazioni,  il Servizio Foreste e Fauna della Provincia Autonoma di Trento risponde al numero 0461 495940.
Da marzo a novembre è inoltre attivo 24 ore al giorno  un numero dedicato: chiamando il 335 7705966 si potrà allertare una “squadra emergenza” del Corpo Forestale Provinciale costantemente reperibile,  appositamente addestrata ad affrontare qualsiasi eventuale situazione problematica.


 
 
 Per approfondire: L'orso in Trentino - a cura del Servizio Foreste e Fauna della Provincia Autonoma di Trento. E su Sperimentarea.tv, la web tv della Fondazione Museo Civico di Rovereto: